Un sole che sorge

Suor Esperanza ci condivide dalla Mongolia il lavoro nella periferia di Ulaan Baatar nel Centro Mandah Nar

Siamo nella lontana e sperduta terra della Mongolia, ma non ci sentiamo soli perché abbiamo la certezza che Gesù è con noi, che ci è compagno e guida sicura nel nostro cammino. Siamo anche consapevoli del grande regalo che abbiamo ricevuto: il mandato di andare sino ai confini della terra per annunciare la Buona Notizia del Vangelo.

Ci troviamo, per la precisione, a Ulaanbaatar, capitale della Mongolia, dove 11 anni fa abbiamo  acquistato un terreno nel distretto del monte Chingiltei, un luogo di periferia, che consta di circa 15.000 abitanti e 3.800 famiglie. I residenti sono in gran parte ex allevatori nomadi che per varie ragioni – prima fra le quali, la perdita delle greggi per cause naturali – hanno lasciato la campagna per cercare una vita migliore nella città più vicina. La maggioranza di loro vive in situazione di povertà, con un reddito bassissimo, alcuni riescono a trovare un lavoro, ma, in genere, prevalgono la disoccupazione e l’alcolismo.

Noi missionari e missionarie della Consolata cerchiamo di aiutare chi si trova in simili situazioni, soprattutto attraverso l’accoglienza dei bambini e dei ragazzi che si trovano in maggiore difficoltà, dedicando una particolare attenzione alle loro famiglie. Da qui nasce il nostro progetto, che mette al centro i più piccoli: per loro abbiamo pensato ad un programma elaborato di doposcuola nella zona di Chingeltei. L’obiettivo principale è quello di accompagnarli in attività scolastiche ed extra-scolastiche, accogliendoli in uno spazio adeguato, dove si sentano in famiglia, amati, valorizzati ed aiutati a crescere e a sviluppare tutte le loro potenzialità.

Diamo inizio ad ogni giornata al sorgere del sole: in questo modo abbiamo la possibilità di realizzare tante attività di grande interesse per i bambini, che coinvolgano la loro crescita umana, culturale e spirituale. Vengono incentivati allo studio con l’aiuto a portare a termine i compiti, coadiuvati nella socializzazione attraverso giochi, sport, attività ricreative ed artistiche come il canto, la musica, la danza, il disegno e coinvolti in molti altri modi che la fantasia, di volta in volta, suggerisce. All’inizio erano pochi, ma piano piano, nella misura in cui i loro genitori venivano a conoscenza del progetto, i più entusiasti cominciarono a mandarci i propri figli. Ad oggi il Centro è frequentato regolarmente da una trentina di bimbi, ciascuno con il proprio volto, nome, realtà e storia.

Vogliamo essere, oltre a ciò, uno spazio che offra speranza e futuro a questi giovani, vorremmo regalare loro un luogo in cui poter sognare e sperimentare quanto dice un proverbio tibetano: “Ogni raggio dell’alba prenda per mano i tuoi sogni e li conduca alla realtà”. Dopo il primo anno abbiamo constatato che le bambine ed i bambini, le ragazze ed i ragazzi che frequentano il nostro Centro hanno ottenuto risultati migliori a scuola, aumentato le loro abilità relazionali e, in generale, incrementato la capacità di costruire rapporti basati sul rispetto reciproco. Sono diventati più collaborativi e capaci di risolvere i loro conflitti. Le famiglie e le autorità del luogo sono molto riconoscenti del lavoro da noi svolto.

L’estate, inoltre, ci vede impegnati in un programa ricreativo e culturale portato avanti con l’aiuto di volontari locali: i bambini partecipano a diverse attività, sia nella nostra sede sia all’esterno di essa; organizziamo piccole gite per conoscere alcuni posti della città vicina e nei dintorni.

Assumiamo verso di loro un atteggiamento, a volte, da ‘sentinelle’, che vegliano e proteggono, ma, allo stesso tempo, scaldiamo i loro cuori e stimoliamo il loro agire perché venga fuori il meglio di ciascuno. Il contatto con le famiglie di appartenenza viene curato attraverso incontri, visite, e sostegno a coloro che si trovano in maggiore difficoltà.

Il nostro impegno di aiuto all’intero nucleo familiare si espande, poi, sul territorio, con progetti di sostegno ad ampio raggio e in stretta collaborazione con le autorità locali. In questi quattro anni abbiamo incontrato anche delle difficoltà e alcune sfide che abbiamo cercato di affrontare come parte del processo, nella certezza che non esiste notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere. Come missionarie sentiamo forte dentro di noi il desiderio che tanti, in questa terra affascinante e ‘estrema’, possano un giorno riconoscere e dire con gioia e riconoscenza:

“Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace” (Lc 1,78-79).

Sr. Esperanza, mc

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